BARBABLÙ

da Perrault

Pino Carbone e Francesca De Nicolais

musiche: Camera

aiuto regia: Luigi Morra

regia: Pino Carbone

“La sua barba non è poi così blu”: è la protagonista della fiaba a dirlo, a pensarlo, per convincersi ad accettare e sposare Barbablù. Tutto ha inizio proprio da questa considerazione, a dispetto di ciò che pensano tutti gli altri, che considerano Barbablù un mostro, che fa paura per il suo aspetto, per la sua strana barba e per il mistero che lo avvolge. Due solitudini, quelle di Barbablù e Giuditta, che si confortano a vicenda, che si proteggono dagli sguardi e dai commenti, dai pregiudizi degli altri. Due percorsi diversi che però si “sposano”: Barbablù che si chiude in se stesso e prova ancora una volta a trascinarsi una compagna nella gabbia; Giuditta che perde l’innocenza perché costretta a diventare adulta. Barbablù soffre come un moderno minotauro, un fenomeno da baraccone che accumula rancore e diffidenza, soffre per una solitudine e un pregiudizio che lo feriscono e lo incattiviscono. Un mostro creato dal giudizio degli altri: “i mostri siamo noi a crearli con la nostra paura verso ciò che da noi è diverso”. Una fiaba che commuove, soprattutto perché è una grande storia d’amore, l’amore che può diventare tragedia se non viene accettato e capito dagli altri. Lo spazio è vuoto: un materasso, una sedia un microfono per raccontare un’assenza, quella degli altri. Un’assenza ingombrante, che diventa un ossessione per i due protagonisti.

Una produzione : o.n.g.Teatri & Etérnit
in collaborazione con Benevento Città Spettacolo

progetto video: Chiara De Cunto
consulenza amministrativa: Alessandra Narcisi
ufficio stampa: Valeria Zecchini valeriazecchini@eternitonline.it
produzione e organizzazione: O.N.G. Teatri & Etérnit
info@eternitonline.it